Questa vaschetta autocostruita (era una delle vaschette fatte per un seminario GAEM, da me poi ritirata) è situata sulla mia scrivania in camera.
Il nome deriva dalle sue misure; 30 cm x 30 cm x 40, è di fatto un piccolo "cubetto". E per questa vasca di piccole dimensioni ho scelto un ospite tanto piccolo quanto appariscente; la neocaridina denticulata Sinensis, var. Red.
I più attenti noteranno lo spazzolino (!!!) alla base della vasca, necessario per le operazioni di pulizia dei vetri negli angoli più insidiosi... La rete che avvolge il pescaggio del filtro a zainetto invece provvede ad evitare che le piccolissime larve della n. denticulata vengano risucchiate dalla pompa.
Un paio di note sull'allestimento, minimale, che ho realizzato; il terriccio usato è dell'akadama di granulometria molto fine, di per sè senza una valida giustificazione, era quanto avevo in casa! :)
Il resto dell'allestimento invece è un pò più "studiato" in funzione dei graziosissimi gamberetti che la vasca ospita; ho deciso di utilizzare una sola pianta nella vaschetta, il muschio di Java (Vesicularia Dubyana), nella sua variante "Christmas", per più ragioni.
La prima è che tale pianta non richiede particolari quantitativi di luce, e risulta quindi adatta all'allestimento che avevo in mente; il suo ritmo di crescita è moderato, cosa che mi permette di intervenire molto di rado per operazioni di potatura. Infine, tra i rami di questo muschio si annidano organismi microscopici, che nella mia ottica dovrebbero fungere da continua risorsa di cibo, specialmente per le piccole larve.
L'allestimento è completato da un legno, a cui lentamente il muschio sta attecchendo, e dei sassi di roccia lavica, la cui porosità favorisce l'adesione da parte del muschio, oltre ad offrire piccole cavità che fungono da tana per gli elementi più "timidi".:)
Due velocissime parole sull'attività di manutenzione e sui parametri dell'acqua; per questi gamberetti non sono necessarie particolari precauzioni, tant'è che da mesi ormai effettuo i cambi con acqua del rubinetto di Milano (zona Gallaratese), previo oppurtuna aggiunta di biocondizionatore.
I valori indicativamente sono quelli di un'acqua leggermente basica, con una durezza carbonatica intorno ai 6 dH e una durezza totale piuttosto alta (gh intorno ai 20).
Nella foto di destra potete vedere l'ospite della vasca; la neocaridina denticulata sinensis, nota informalmente come "cherry shrimp", è un piccolo gamberetto di acqua dolce,originario dell'Est asiatico (Taiwan e zone limitrofe).
Nel suo habitat naturale, questo simpatico gamberetto vive in un range di temperature comprese tra i 15 e i 28°C, in acque a pH sostanzialmente neutro, tendente al basico.
La massima dimensione raggiunta in età adulta è di circa 3 cm, e come spesso capita tra i gamberetti del genere Neocaridina, la femmina è più grossa e tozza del maschio; questa inoltre presenta una colorazione molto vivace, di un bel rosso brillante, e la dorsale è percorsa da una sottile linea beige.
In effetti, in questa specie il dimorfismo sessuale è ravvisabile con particolare facilità; oltretutto, essendo la specie molto prolifica, non è assolutamente raro vedere le femmine portare in giro per la vasca decine di uova giallastre, sicché la identificazione del sesso è davvero immediata, e già dalle prime settimane di vita.
Le neocaridine sono quasi esclusivamente vegetariane, al massimo talvolta detritivore; sebbene si dica siano dei pessimi mangiatori di alghe (a differenza della loro più nota "sorella maggiore", la Caridina Japonica), nella mia vasca si nutrono principalmente di alghe, contribuendo alla manutenzione dell'acquario! :)
Nella foto qui affianco potete invece vedere un esemplare di maschio; le dimensioni sono generalmente ridotte rispetto alle femmine, e il corpo stesso è più longilineo.
Le appendici natatorie presenti sul ventre sono + corte e sottili di quelle della femmina, mentre la colorazione di base del crostaceo è trasparente, con delle sottili striature di colore rosso.
Nella mia vasca ho attualmente un numero di maschi sensibilmente maggiore di quello delle femmine; suppongo che i parametri dell'acqua possano avere una certa correlazione con la definizione della sessualità degli individui in fase di sviluppo delle uova.
Questi due in foto sono dei piccoli di tre settimane... :-)
La riproduzione è un avvenimento difficile da vedere; l'ipotesi che faccio è che il maschio fecondi la femmina attraverso una feritoia che la stessa ha sul carapace,dietro alla zona encefalica. La femmina nelle settimane che precedono l'accoppiamento prepara una sacca per le uova, di colore bianco/giallastro, riposta proprio dietro alla testa.
A fecondazione avvenuta, la femmina fa una muta e ripone le uova sotto all'addome, tra le varie appendici natatorie, e agita in continuazione queste ultime in modo da tenere costantemente in movimento le uova in modo da ossigenarle.
Dopo circa un mese di gestazione le uova sono finalmente pronte per la schiusa; i piccoli misurano circa un mm/mm e mezzo, e sono delle copie in miniatura dei genitori in tutto e per tutto, comprese le abitudini alimentari.
La prolificità di questa specie in particolare è piuttosto elevata, tant'è che da pochi esemplari è possibile ottenere un discreto numero di gamberetti nell'arco di pochi mesi.